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Accademia degli Industriosi

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Nel '700 sorsero in Italia numerose accademie dell'Arcadia, cosiddette in ricordo della terra sacra ai poeti.

Per Arcadia si intende quel movimento culturale sorto tra la fine del 600 e la prima metà del '700, che scaturisce dalla crisi del gusto, sorta da una diffusa scontentezza verso l'imbastardimento della lirica, che si propone il compito di trarre la poesia italiana fuori dalle involuzioni barocche, per ricondurla alla immediata aderenza della concezione e della forma classica.

Questi movimenti poetici-culturali ebbero anche in Gangi molti seguaci. Il fermento iniziò con "L'Accademia dei Curiosi", continuò nel 1700 con quella degli "Incogniti" e poi nel 1743 con "L'Accademia degli Sfaccendati", nel 1748 con quella degli "Sprovveduti" da quest'ultima nacque nel 1758 "L'Accademia degli Industriosi", aggregata a quella del Buon Gusto di Palermo, avente per insegna un oriulo e per motto "Ex pondere motus".

Venne fondata dai fratelli Bongiorno, Baroni del Cacchiamo e di Capuano, uomini colti, ricchi e munifici. In questa Accademia oltre alla poesia venne coltivata l'eloquenza, la storia sacra e profana ed ogni ramo delle scienze.

Le riunioni avevano luogo due volte al mese nel palazzo Bongiorno ed i lavori venivano in seguito pubblicati.

L'Accademia riconosceva il patrocinio dello Spirito Santo e della Vergine M. Assunta e, per regolamento doveva avere due protettori: uno, scelto tra le più ragguardevoli persone del paese ed un secondo forestiero, scelto tra gli Ufficiali della stessa.

Il presidente veniva eletto ogni due anni e quello uscente con il nuovo eletto nominavano due censori, il segretario ed il vice segretario.

Un primo volume dei componimenti poetici, pubblicati dall'Accademia, rimonta nel 1758, un secondo al 1762 e un terzo al 1764.
Le Rime degli Accademici Industriosi di Gangi sono del 1769, pubblicate a cura di Gandolfo Felice Bongiorno.

I componenti l'Accademia sono numerosi tra i molti possiamo annoverare Fra Bernardino da Gangi, il Barone Bongiorno Michelangelo Gregario, il Dott. Giuseppe Fedele Vitale Salvo (noto poeta gangitano nonchè segretario dell'Accademia) ecc.

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